UNA SERIE DI ARTICOLI, ALCUNI SERI ED ALTRI IRONICI, CHE SPERIAMO CONTRIBUISCANO AD UNA CORRETTA CULTURA CINOFILA. BUONA LETTURA!

FAQ SULL'AKITA AMERICANO

- E' un cane aggressivo. - Assolutamente falso. Non è un cane aggressivo senza motivazione, anzi è piuttosto altezzoso ed indifferente a varie provocazioni ma non accetta passivamente tentativi di sottomissione ed in molti soggetti la dominanza è spiccata. Una buona selezione, attenta anche al carattere, ed una corretta educazione sono alla base di tutto. 

- Il maschio è più bello. - Come nella maggior parte delle specie animali, il dimorfismo sessuale (la differenza morfologica tra i due sessi) deve essere evidente, quindi sicuramente il maschio ha una mole più importante ed è più "appariscente" ma anche le femmine di Akita Americano, sempre se di buona selezione, sono fisicamente molto belle e con una struttura notevole. Considerate inoltre che un maschio di questa razza, a seguito degli effetti del testosterone, accentua dominanza e possessività e quindi sicuramente più impegnativo nell'educazione; quasi sempre sconsigliamo un maschio a chi non conosce profondamente la razza e non abbia esperienza. 

- E' un cane poco affettuoso. - E' invece molto dolce con il nucleo familiare ma moderatamente diffidente verso gli estranei; è giocherellone e, per molti aspetti, buffo...

 - E' testardo e poco obbediente. - Non confondiamo la sua sicurezza e una notevole capacità decisionale con la testardaggine, anzi è un cane dalle capacità di apprendimento notevoli ma non accetta facilmente imposizioni che reputi immotivate. E' un cane molto rispettoso delle regole ma devono essergli impartite da chi rispetta perchè ne ha piena fiducia. 

- Non può convivere con altri cani o gatti. - E' estremamente affettuoso e protettivo con chi considera parte del suo "branco" ma il suo forte istinto predatorio e la sua tendenza alla dominanza possono provocare reazioni non desiderate all'esterno del suo ambito familiare. L'inserimento di altri animali va fatto gradatamente e sotto attenta supervisione. 

- Non è adatto alla vita in appartamento. - A dispetto della sua mole importante, è un cane che si adatta benissimo alla vita in appartamento, purchè gli venga garantita un'attività motoria quotidiana. E' estremamente pulito e non è iperattivo, il suo pelo è quasi inodore, ama molto sonnecchiare tranquillo ed abbaia raramente. 

- Il suo pelo è complicato da curare. - La cura del mantello in questa razza è importantissima ma non così complessa da gestire: spazzolate frequenti con attenzione a non "spezzare" il pelo, lavaggi con prodotti di alta qualità (soprattutto nel periodo della muta) e un'alimentazione adeguata sono fondamentali. 

- Mangiano molto. - Non sono dei "mangioni", infatti non si lasciano "corrompere" facilmente da bocconcini e premi vari. 

- Sono troppo indipendenti. - Adorano la loro famiglia umana e sono particolarmente devoti e fedeli ma non sono invadenti e riescono benissimo a percepire lo stato d'umore di chi amano, adeguando il loro comportamento.

                                                     Simona Siracusa


SOCIALIZZIAMO????...Ma anche no. 

Esistono tre tipologie di proprietari di cani in relazione alla socializzazione canina: - quelli “Ma diventano amici…”, tonti beati di consentire al loro cane di piazzare allegramente il loro nasone tutti i sotto coda di altri cani, saltargi al collo al grido “banzai” o puntando il tartufo contro quello dell’altro, e puntualmente di colpo perdere la loro espressione beata non appena, con un guizzo di dignità lupoide, l’altro cane solleva minacciosamente il labbro e scopre due sciabole affilate pronte a difendere il proprio onore; - quelli “Il mio è maschio/la mia è femmina”, come se la sessualità dei cani fosse vissuta in modo manualistico e quindi se è dell’altro sesso per forza deve starmi simpatico/a, indipendentemente se sto beatamente per i cavoli miei, se sto mangiando, se sono nel mio spazio territoriale o semplicemente se mi girano le balle… - quelli “Tranquillo, il mio è buono” e tu prontamente “Il mio no!”, perché tanto è inutile spiegare per la milionesima volta che non si tratta di essere buoni o cattivi, si tratta semplicemente di valutare se il cane al quale hai infilato tra le zampe il tuo desiderava che tu lo facessi. Quindi, chiariamo un concetto: una corretta e tempestiva socializzazione in un cucciolo (ed anche in un cane adulto) è sempre necessaria affinchè sappia relazionarsi con gli altri, comprendere i segnali di gioco, di sottomissione e/o di dominanza riducendo al minimo i rischi di un’aggressione, imparare in sintesi a dialogare con i consimili; più o meno quello che avviene tra noi esseri umani, spingiamo i nostri figli ad a vere una vita sociale attiva allo scopo di sapersi confrontare con varie personalità, imparando a valutare le situazioni, ma di certo nessuno si è mai sognato di dire loro di andare in giro ad abbracciare e baciare tutti coloro che incontrano per strada indistintamente. Ragioniamo! Ogni cane ha una prorpioa individualità composta principalmente da: - una sua “memoria di razza” in funzione della quale ci sono razze più inclini alla socializzazione ed altre meno, in stretta correlazione al tipo di lavoro per il quale sono state selezionate; - una naturale predisposizione forgiata dalle esperienze vissute, ossia non possiamo sapere se quel cane abbia subito precedenti aggressioni, se sia vissuto in un ambiente privo di stimoli o coercitivo come un canile, se non sia stato sufficientemente ed adeguatamente socializzato da piccolo…; - una sua personalissima indole come un carattere schivo, timoroso o eccessivamente morboso verso il proprietario, oppure diffidente verso i suoi consimili o eccessivamente dominante nei loro confronti. Molti proprietari pensano che il rapporto che il loro cane stabilisce con altri cani sia determinato solo ed esclusivamente dal suo comportamento ma la socializzazione è un gioco a due o più di due! Allevo Labrador Retriever da molti anni e la loro natura è “peace and love”; per loro il mondo è un grande parco giochi e il gioco è con tutti, esseri umani, cani, oggetti e animali di varie specie, eppure ci sono occasioni nelle quali anche un labrador non desidera veder invadere la propria riservatezza; anche un “tenero buffone” come il labrador ha diritto alla propria tranquillità e manifesta questa sua necessità anche in modo evidente. Discorso più complesso riguarda altre razze come gli Akita Americano; cani spesso tolleranti e docili con gli esseri umani ma molto poco inclini a socializzare con i consimili, soprattutto se gli si fiondano addosso senza essere stati invitati a farlo… Non cercano la zuffa ma se gli dai un valido motivo non perdono l’occasione di chiarire in modo inequivocabile di che pasta son fatti! Spesso ho visto cani molto docili reagire in modo determinato davanti a tentativi invadenti di gioco da parte di altri cani, perché con problemi di salute o anziani e quindi notevolmente infastiditi perché indifesi di fronte a situazioni a noi apparentemente innoque. Quindi, cari umani ricordate che il guinzaglio oltre ad essere uno strumento di controllo del vostro cane è un mezzo fondamentale per la sua sicurezza e per quella degli altri cani; non lasciatelo penzolare allegramente mentre parlate di fatti vostri, non allungatelo per far si che il vostro amico con la coda possa gettarsi incoscentemente addosso a chi capiti a tiro di zampa, e non indignatevi se vi si fa notare che il proprio cane non tollera l’invadenza del vostro perché, contrariamente a quello che pensate, tra voi due quello che più ha rispetto del proprio amico con la coda è proprio quello che ne accetta l’individualità e che cortesemente vi invita a fare altrettanto! 

                                                                                                                                                                                                                               Simona Siracusa


DI NUOVO DELLA SERIE “QUELLI CHE…” 

E non potevo non parlare di loro! Quelli che “Nelle esposizioni i cani sono maltratti, poverini!” e poi... · di rientro dopo la decima passeggiata per farlo sgambare, fargli fare i bisogni e farlo bere, rientra nel kennel per stare tranquillo e loro, passando di li, “Poverino...ma tutto il giorno in gabbia? Ma soffre!” · si addormenta sereno sul morbido cuscinone (ci hai messo due ore e mezzo per sceglierlo comodo, atossico, delle giuste dimensioni ed il commesso stava quasi per regalartelo purchè uscissi dal negozio, mentre per te hai comperato al volo la prima sedia pieghevole a 10 euro nella quale ti si accartocciano anche le ginocchia) e loro si scaraventano su di lui gridando “Guarda che belloooo! Piccolo, fatti vedere; ma dormi??????????” · lo posizioni sul tavolino per pulirlo e prepararlo in una distesa di prodotti super costosi, naturali, specifici per la sua razza, mantello, ph della pelle, colore, codice fiscale ed altro e sempre loro “Ma guarda, com’è bravo! Però che sacrificio stare fermo così, poverino!” e gli danno una vigorosa strofinata con la mano ovunque vanificando in un nano secondo mezz’ora di lavoro ed il “poverino” (che poteva tranquillamente starsene sereno) dovrà essere paziente per un’altra mezz’ora... · la famigliola in piacevole passeggiata pomeridiana: la mamma “Che delinquenti! Guarda dove li tengono...non hanno rispetto”, mentre l’orda di sei ragazzini al seguito urlano nelle orecchie del tuo cane, tirano calci al kennel, scoppiano i palloncini per vedere se si spaventa, lo circondano infilando le mani ovunque mentre il papà, non alzando gli occhi dal cellulare dove sta guardando la partita, ripete come un mantra “State buoni!” · “Possiamo fare una foto?” e già il loro cellulare supersonico che si illumina come una discoteca anni 80 è a mezzo centimetro dal naso del cane e la ragazza avvinghiata al suo collo lo terrorizza con un selfie imbarazzante · poi c’è l’esperto - e tu ti domandi cosa cavolo hai imparato in venti anni di Allevamento - che senti bofocchiare alle orecchie del suo amico “Si però non mi piace la schiena, la punta delle orecchie è troppo troppo, l’unghia del piede destro è storta, il terzo pelo sulla coda a partire da sinistra è troppo chiaro...” e per sparare sta serie di cazzate ti ha chiesto gentilmente di farglielo vedere fuori dal kennel · “Ma sarà buono?” e giustamente per verificarlo infilano le mani nella gabbia nella speranza che non gli vengano tranciate le dita · poi ci sono quelli che pensano che noi lo affamiamo e quindi si sentono obbligati a condividere qualsiasi cosa del loro pasto con lui: patatine fritte, porchetta, pizza, tramezzino, ovetto Kinder, panettone del Natale scorso, parmigiana della nonna... · “E’ una femmina? Aaaaaaaa bene il mio è maschio...” e prima che tu riesca a mettere al corrente il gentil signore che anche in questo caso l’approccio deve essere fato in maniera graduale e corretto perchè ci sono cani che non sopportano neanche il sesso opposto, ti ritrovi il piccolo simil-terrier pericolosamente a due centimetri dai denti del tuo cane... · “Che barbari! Usano i collari a scorrimento; è una tortura!” ed il loro cagnolino, alto cinque centimetri con 60 Kg di peso, indossa una comodissima pettorina di rigida vera pelle con 1890 strass Swarovski e dodici campanellini, un sobrio cappellino con il suo nome ed ha le unghie smaltate di verde fosforescente... Per tutto questo, adesso spero comprendiate meglio perchè molti di noi Allevatori in esposizione siamo un po rigidi, poco inclini alla conversazione e anche lievemente str... strani! 

                                                           Simona Siracusa


AKITA AMERICANO; CANE D'APPARTAMENTO?

Gli Akita sono buoni cani d’appartamento? Questa è una delle domande più frequenti. Facendo fede al libro “The World of the Akita” di Barbara J. Andrews, tratterò questo argomento. ” Dovendosi adattare alla vita con le persone, sia in abitazioni lussuose che in umili dimore, l’Akita mette un po’ da parte il suo lato da orso e diventa un gatto fuori taglia. E’ incredibilmente pulito! Forse è proprio questo uno dei motivi per cui non fa fatica a fare amicizia con i gatti, infatti gli Akita convivono pacificamente con i gatti di famiglia. Non solo sono dei rompiscatole ad intermittenza, ma hanno un raffinato senso di igiene. Proprio come i gatti, amano pulirsi, spazzolarsi… e ballare come orsi! “ La risposta è: sì! Sono cani capaci di vivere il giardino esattamente come di adeguare i loro comportamenti alla vita in appartamento. Gli Akita sono composti e calmi, ma soprattutto sono ESTREMAMENTE puliti. Non voglio creare dei falsi miti: sono degli esseri viventi e come tali può capitare che, dormendo sul freddo pavimento, formino su di esso degli aloni con l’aria che espirano dai loro giganti nasoni; o che lascino qualche macchia se hanno camminato su prati umidi e non si sono deterse e asciugate loro le zampe prima di entrare in casa; magari qualche gocciolina d’acqua può sfuggire dal loro controllo mentre bevono, ma in linea generale sono cani davvero educati e posati. E qui il bello: NON PUZZANO! Si sporcano e accarezzandoli può capitare di trovarsi le mani NERE di sporcizia, ma il loro pelo resta inodore. A puzzare possono essere fiato e zampe, ma sono odori impercettibili e generalmente tollerabili. Confermo anche quanto scritto dalla signora Andrews: vivono pacificamente con i gatti. Ma questo è un argomento sul quale tornerò prossimamente. Che dire dei peli? Come già spiegavo in un articolo precedente, gli Akita, esclusi i periodi di muta (due volte l’anno per circa 2/3 settimane), non perdono peli. In questo differiscono (e battono per 1 – 0) dai gatti. Ma, essendo gli Akita dei cani nordici, non soffrono la vita in appartamento? HA HA HA! Anche no. Anzi… Qualcuno avrà provato a farvelo credere, ma ecco un segreto: è una bugia! Certo chiunque (cane, gatto o essere umano) preferirebbe avere una villa con giardino, ma ciò non significa che in appartamento stia male. Ovviamente, pur non essendo gli Akita cani iperattivi, non deve mancare loro un po’ di movimento (trattasi di almeno 40 minuti al giorno di passeggiata, o di corsa in aree apposite). Non disdegnano le gite al lago, in montagna o le lunghe passeggiate. Grazie alla loro buona muscolatura, sono cani resistenti, ma il loro benessere fisico non risente di una vita più “normale”. Sono, dico io, “cani dal culetto (-one) pesante”. Loro AMANO sia starsene tranquilli in casa sia un buon coinvolgimento all’aperto. Per rendere più chiara la loro insofferenza alla vita di casa: il mio maschio, Clay, quando piove si RIFIUTA di uscire! Lo devo proprio forzare! E una volta fuori fa scene da circo per non toccare con le zampe la disgustosissima erba bagnata! La prassi è: pipì in tempi da record (preferibilmente su un palo lungo il marciapiede), cacca SPARATA come proiettili nelle aiule (senza entrarvici e solo se sta veramente scoppiando) e via a casa, all’asciutto! MA, per assurdo, ama la neve (ama mangiarla). Ci sono delle attenzioni che devo avere in casa? I BALCONI! Gli Akita non temono le altezze e i giovani maschi hanno maggiore audacia che buon giudizio. E’ noto che essi siano in grado di lanciarsi dal secondo piano di un palazzo (e qualcuno ha avuto la peggiore delle conseguenze). Sono cani distruttivi? Questo dipende dal soggetto. I cani (tutti) sono esseri viventi e in quanto tali vivono emozioni e stati d’ansia o di stress. Mentirei se vi dicessi che tutti gli Akita sono ottimi cani d’appartamento. Io ho la fortuna di non dover stare per troppo tempo lontana da casa e inoltre possiedo un giardino attrezzato di casette coibentate con cucce per i miei 3 cani; nonostante ciò li ho abituato a trascorrere qualche ora in casa senza di me. Risultati? Clay, il mio maschio vive in modo molto sereno la solitudine; Khalilah e Valkiria invece meno. Il fatto è che Clay è un cane molto sicuro di sè e calmo. Pur essendo vivace è capace di gestire la lontananza da me. Khalilah e Valkiria invece sono delle cagne un po’ insicure, perciò trovandosi da sole in casa vanno in stato di stress o di ansia da separazione. La conseguenza è che vertono su comportamenti distruttivi. Ammetto che Khalilah in un anno ha fatto moltissimi miglioramenti, quindi non disperate: con un buon aiuto da parte di educatori cinofili e tanta di Denise Ferrara pazienza, si raggiungono ottimi esiti. Sono Akita, ovvero cani fieri e determinati! Mettete in conto che probabilmente qualche danno vi sarà fatto. Del resto è impensabile di accogliere un animale in casa e poterla mantenere in condizioni impeccabili. Ogni animale domestico, essendo gli animali più legati alla parte istintiva che a quella logica e razionale, ha la sua incidenza distruttiva ai danni dell’ambiente casalingo. Anche un gatto è in grado di disintegrare tende, divani, poltrone, sedie e chi più ne ha più ne metta! Spesso accade che il cane, per noia, si avventi su ciò che trova a tiro, quindi si sfoga distruggendo ciabatte, spigoli dei mobili, cuscini e così via… ma è questione di tempo e di abitudine. Generalmente si calmano e imparano a gestire le ore di solitudine. Esistono in commercio degli strumenti che vengono in nostro aiuto, ovvero i masticativi per cani. Sono dei giochi / appetibili. Non tutti sono ottimi, alcuni sono persino pericolosi perché con l’usura producono schegge che possono ferire il cavo orale del cane, ma ce ne sono altrettanti davvero utili e ampiamente graditi, che limitano i danni all’arredamento di casa.

                                                                                  Denise Ferrara


RIFLESSIONI SULLA DISPLASIA DELL’ANCA (tratto da un testo di M. Nathlorst) 

La displasia dell’anca o displasia coxo-femorale è una malformazione dell’articolazione dell’anca che può essere individuata nel corso della crescita del cucciolo la cui incidenza è maggiore nelle razze grosse e pesanti e con accrescimento veloce. Questa malattia non è congenita, cioè presente alla nascita come si riteneva precedentemente, ma è causata da diversi fattori. La displasia si misura seguendo un protocollo molto rigido e con l’aiuto di materiale sofisticato usato da esperti abilitati. Da questo protocollo si deduce che una quotazione di displasia deve tener conto di una moltitudine di parametri dove il più importante (in caso di radiografie accettabili), ed anche il più delicato da interpretare, è la misura dell’angolo di Norberg; l’angolo varia a seconda dell’età del cane e si deve considerare che la iperlassità dei legamenti è normale nei cani in crescita, ecco perchè l’OFA (Orthopedic Foundation For Animals, una delle prime commissioni di lettura creata nel 1996 negli Stati Uniti) non accetta di leggere lastre prima dei due anni di età di qualsiasi cane ed esprime la sua valutazione del grado di displasia soltanto dopo il consulto di almeno 3 esperti abilitati. L’angolo varia ugualmente anche a seconda della bravura del veterinario che esegue la lastra e anche a seconda che il cane sia o non sia stato sottoposto ad anestesia per poter eseguire questo esame; inoltre la misurazione dell’angolo di Norberg può essere seriamente falsata dalla scarsa competenza di chi legge le radiografie ed anche dalla scarsa qualità delle stesse. La testa del femore non è perfettamente rotonda e quindi non è facile individuare il centro esatto, quindi anche un errore banale anche di un solo millimetro fa variare la lettura della lastra; ecco perchè, in caso di sospetta displasia di un cane venduto, l’allevatore chiederà assolutamente di ripetere le radiografie. Purtroppo l’ultima moda incoraggia a fare lastre preventive anche ad un cucciolo di due mesi ma a quell’età un cucciolo è come se fosse fatto di gomma e l’iperlassità è assolutamente normale. Di fatto la displasia si vede nel corso della crescita e può essere aggravata e addirittura provocata da certe manipolazioni (come per esempio il protocollo di presa per le radiografie ufficiali), può presentare gradi diversi, può passare totalmente inosservata... Eventuali zoppicamenti nel cucciolo non sono sempre sintomo di displasia e non c’è alcuna relazione tra il grado di zoppicamento ed il grado di displasia. Se non ci sono segni evidenti e forti di dolore fisico del cane e se questo dolore può essere ridotto con trattamenti medici, la chirurgia deve essere l’ultima alternativa. Purtroppo con la displasia il Labrador, cane di moda, è diventato il soggetto preferito per centinaia di veterinari che hanno trovato un modo molto efficace per rinnovare i loro apparecchi radiologici e modernizzare le sale operatorie, omettendo spesso di dire che (in alcuni casi) è la natura stessa a provvedere a far vivere il cane in modo normale, con il solo aiuto di qualche antidolorifico, in quanto l’artrosi della vecchiaia non dipende necessariamente dalla displasia. Tra i fattori che possono causare displasia, oltre ai traumi, non ha poca importanza l’alimentazione; il Dott. Belfied ha messo in evidenza che la composizione del collagene è diversa nelle razze predisposte alla displasia e che una displasia coxo-femorale nel cane può essere soltanto bilaterale, considerando quindi che una displasia unilaterale può essere soltanto di natura accidentale. Secondo i suoi studi la displasia sarebbe direttamente dipendente da una buona sintesi del collagene che, a sua volta, è direttamente collegata ad una alimentazione adeguata per un corretto sviluppo e formazione delle ossa, della cartilagine e dei muscoli.                                                                                                                                                                                                                                                       Martine Nathlorst


AD OGNUNO IL SUO! 

E’ di primaria importanza la premessa che questo mio articolo non ha lo scopo di scatenare inutili polemiche ne quello di accusare un’intera categoria (poichè professionisti seri e meno seri si trovano ovunque) ma bensì quello di sottolineare come la mancanza di collaborazione, e in alcuni casi il puro interesse economico e la mancanza di stima preconcetta, possa essere causa di un problema ormai dilagante. In questo ultimo periodo ho ricevuto molte, preoccupanti segnalazioni (da parte di famiglie che hanno un nostro cane ma anche di perfetti sconosciuti) in merito ad alcuni Veterinari che hanno proposto e fortemente incentivato accoppiamenti tra soggetti senza fornire alcuna informazione ai proprietari circa i controlli sanitari preventivi da effettuare per le principali patologie della razza; sarebbe quindi opportuno suggerire al cliente di rivolgersi all’Allevatore del cane che potrà supportarlo e consigliarlo per il meglio, così come viene spesso consigliato di rivolgersi allo stesso quando non si esita ad imputargli le colpe delle più disparate patologie eventualmente riscontrate al cane visitato. Premesso e superfluo confidarvi il mio profondo dispiacere nel constatare la poca considerazione con la quale a volte vengono recepite le informazioni che vi forniamo (sia verbalmente che in forma scritta) al momento della consegna del cucciolo e le nostre raccomandazioni circa la necessità primaria di consultarci preventivamente per ogni esigenza, ancor più per quanto riguarda l’eventuale decisione di far accoppiare il vostro cane, vi invito a riflettere che pensare ad un accoppiamento responsabile inizia con il porsi subito una serie di domande molto dirette: “Perchè? Ho le conoscenze, lo spazio, il tempo, il denaro per poter gestire una cucciolata in modo adeguato? Sono consapevole che probabilmente dovrò tenere con me i cuccioli ben oltre i 60 giorni perchè dovrò selezionare le nuove famiglie con coscienza e responsabilità fornendo loro l’assistenza necessaria per il benessere del cucciolo?”. I canili sono pieni di cuccioli nati solo perchè si ritiene indispensabile far “provare alla cagnolina l’esperienza della maternita’” per poi scoprire che alla piccola interessa più la passeggiata al parco o dormire nel nostro letto anzichè allattare ed accudire i cuccioli (e quindi dovremo farlo noi); perchè è “innaturale la sterilizzazione” mentre è molto meglio sottoporla allo stress di “cucciolate occasionali” regalate a 40 giorni a chiunque pur di disfarsene; perchè “non vediamo l’ora di coccolare i “batuffoletti” per poi scoprire che questi piccoli esseri assorbono tutte le nostre energie, il nostro tempo e moltissimo del nostro denaro perchè vanno curati, puliti, nutriti, fatti giocare e tutto magari in 60 mq di casa in condominio tra bisogni ed abbai per la felicità di tutti i vicini... Il discorso è molto lungo e complesso e fatto da un Allevatore scatena subito “lo dice perchè ci guadagna” ma ormai, sinceramente mi scivola addosso. Quello che mi preoccupa maggiormente è proprio il fenomeno emergente di professionisti veterinari che si sostituiscono all’Allevatore, creando un grandissimo danno alla tutela degli standard di razza e paradossalmente all’abbassamento dell’incidenza di patologie che, proprio per merito di Allevatori seri, si è ottenuto in molti anni con tanto impegno e fatica; un lavoro immenso che rischia di essere annullato affidando un compito così serio come quello di allevare a persone che non hanno alcuna conoscenza in merito e che si trovano ad affrontare una situazione enormemente complessa. Così come l’Allevatore non può e non deve sostituirsi al Medico Veterinario, così il veterinario non può e non deve invadere il campo delle conoscenze specifiche di un Allevatore, non sottovalutando anche l’importanza fondamentale di non vanificare un patrimonio genetico faticosamente ottenuto e che si disperde attraverso accoppiamenti improvvisati. Tutto sarebbe molto più facile, veloce e valido se Allevatori, Veterinari e Educatori scoprissero il fantastico mondo della collaborazione ma lo sappiamo molto bene che questo è tutto un altro discorso... 

                                                                                                                                                                                                 Simona Siracusa